Una città martire del traffico

Avete mai visto quei cartelli stradali posizionati all’ingresso delle città sui quali si legge: “XYZ Città martire della Resistenza”? Ebbene Aversa, e mi scuso per l’irriverente paragone, potrebbe tranquillamente esporre cartelli che recitano “Aversa, Città martire del traffico”.

Il traffico nella prima contea normanna, infatti, è una vera e propria emergenza sociale. I danni causati all’economia locale e, purtroppo, anche alla salute pubblica sono incalcolabili. Il problema, però, non sembra essere all’ordine del giorno dell’Amministrazione Comunale.

Eppure basterebbe farsi un giro per le strade e piazze aversane, in un qualsiasi momento della giornata, per rendersi conto che Aversa, lentamente, ma inesorabilmente sta morendo di traffico. All’orario di entrata e d’uscita delle scuole, in decine di punti della città si creano code interminabili.

Gli automobilisti sembrano impazziti. Nel tardo pomeriggio dei giorni infrasettimanali e nelle serate di sabato e domenica la città, poi, diventa una bolgia dantesca. Bisognerebbe, con la massima urgenza, fare qualcosa di concreto per risolvere il problema, ma i nostri governanti locali, come tutti gli automobilisti normanni, sembrano essere rimasti come paralizzati nel traffico dei tanti “pensieri” che ogni santo giorno intasano le loro menti.

Le soluzioni a questo problema potrebbero essere varie, ne abbiamo già parlato negli scorsi numeri del giornale, ma in realtà quello che bisognerebbe modificare principalmente è il comportamento incivile di chi guida una macchina pensando di essere un pilota di formula uno, di chi la parcheggia in un modo selvaggio, dei ciclisti e motociclisti che pensano di essere “immateriali”, dei pedoni che, evitando come se fosse un campo minato i marciapiedi, contribuiscono non poco a rallentare il traffico già semiparalizzato di suo.

Per finire, ai nostri amministratori posso solo augurare di comprendere realmente cosa significa creare un’isola pedonale enorme come quella di via Roma (senza parcheggi nelle vicinanze) in un territorio minuscolo come quello aversano (poco più di 8 chilometri quadrati).

Basta farsi un giro su Facebook per rendersi conto che gli aversani sono inferociti contro chi permette questa situazione. Gli abitanti della zona del Tribunale, di viale Europa, Via Jommelli, Parco Argo, Via Solferino, piazza Don Diana, via Cimarosa, vicolo del Teatro, via Garofano (e l’elenco potrebbe continuare all’infinito) chiedono aiuto a chiunque possa dare loro una mano.

Vivere immersi in un concerto di clacson, motori accesi, fumi di scarico, polveri sottili, non è per niente piacevole. Se a questo aggiungiamo i fuochi d’artificio sparati a tutte le ore del giorno e della notte, il continuo latrare dei cani, le sirene degli antifurti lasciate suonare per ore, il quadro della situazione risulta ancor più drammatico.

UGO PERSICE PISANTI