I nostri amici a quattro zampe sono esseri viventi, non esseri umani

Tempo fa commentai su Facebook il video di un padre che riprendeva il proprio bambino, di circa tre/quattro anni, mentre un enorme cane lo leccava in faccia e, in particolare, sulla bocca. Il mio commento fu: “Io a questo tizio toglierei la patria potestà. È mai possibile, infatti, che non si renda conto delle gravi malattie che può contrarre il bambino?”. Apriti cielo. Non l’avessi mai fatto.

Un esercito di “amanti degli animali” si scatenò commentando che “Non c’è nulla di male se un cane lecca in bocca un bambino piccolo”. Uno arrivò a dire che erano stati compiuti studi scientifici che dimostravano addirittura come la leccata del cane “stimolava le difese immunitarie del bambino rafforzandole”. Tanto premesso veniamo ai fatti.

Un paio di settimane fa mi sono recato nel Parco Pozzi e, mentre scattavo foto per attestare il degrado raggiunto a pochi giorni dall’inaugurazione, mi sono trovato a passare davanti alla “Dogs area” (come dovrebbe essere scritto sulle tabelle segnaletiche al posto di Area dogs, ma questo è un discorso già affrontato). Ricordandomi delle polemiche riguardanti il video del cane che lecca il bambino, mi sono messo a osservare gli animali presenti nel recinto (solo quelli a quattro zampe).

Tutti i cani si annusavano il sedere, ficcando il naso laddove non batte il sole e questo accadeva anche ai cani che avevano appena depositato i propri “ricordini”. Tra l’altro ricordo ai più che i nostri amici quadrupedi oltre a utilizzare la lingua per pulirsi il pelo ed esplorare i sacchetti di “monnezza” lasciati simpaticamente in giro, spesso la utilizzano per assaggiare le carcasse di topi, uccelli, lucertole e ogni altra fonte di mefitici effluvi che incontrano sul loro cammino.

Tutti, ma proprio tutti, gironzolavano intorno ai suddetti ricordini mettendo il loro naso a distanza più che ravvicinata dagli stessi. Tutti, poi, sniffavano il terreno, bevevano nelle pozzanghere e leccavano qualsiasi cosa potesse apparire commestibile. Mi sono immaginato allora la fine del povero bimbo se, per soddisfare l’ego del padre, novello Fellini, fosse stato costretto a subire il lavaggio della faccia da uno dei cani presenti nel Parco Pozzi. Credo che nessuno, neanche gli “amanti degli animali” possa negare che sarebbe stata un’azione almeno igienicamente poco corretta.

Il rischio di contrarre qualche malattia, poi, sarebbe stato enorme. I nostri amici a quattro zampe, infatti, possono trasmettere patologie serie come la leptospirosi. Un’infezione trasmessa dal cane (o gatto) che beve acqua contaminata dalle feci dei topi. Oppure la Cryptosporidiosi, una malattia che colpisce l’intestino, causata da un parassita presente nel pelo e sulla lingua dei cani che, ad esempio, nei parchi bevono l’acqua delle pozzanghere. Simile alla Cryptosporidiosi è l’Ascaridiasi. Causata dagli ascaridi, parassiti che infestano i luoghi frequentati dai cani (in primis i parchi).

Pensate che le uova degli ascaridi sui prati possono restare attive per mesi (per la verità visto lo stato dei prati nel Parco Pozzi questo rischio non c’è). Un’altra buona ragione per non farsi e fare leccare il viso è il rischio di contrarre la Tenia, il cosiddetto verme solitario. Se il cane ingerisce le uova di tenia mangiando carni infette può trasferirle agli esseri umani anche leccandone solo una volta la faccia o la bocca. Altri batteri aggressivi che possono essere presenti nella saliva degli animali sono la salmonella e il campylobacter.

Pericolosissimi per anziani, bambini e persone con scarse difese immunitarie.Altre infezioni che possono essere trasmesse sono la Tigna e la Scabbia. La tigna è un’infezione contagiosa della pelle causata da funghi. Può essere facilmente trasmessa dal cane a chi ne accarezza il pelo. La Scabbia, invece, è causata da un parassita che utilizza il derma del cane per deporre le uova. Se si tocca il pelo di un animale con la scabbia il rischio di ammalarsi è altissimo.

Dulcis in fundo, si fa per dire, è il rischio di contrarre una malattia che si riteneva ormai scomparsa da tempo: la Tubercolosi. Se i cani mangiano carne cruda contenente il batterio, possono contrarla e trasmetterla al proprio padrone. In conclusione, possiamo dire ai “webeti” che per farsi notare postano certi filmati, che bisogna lasciare in pace i bambini, far vaccinare i loro amici quadrupedi, lavarsi le mani dopo averli toccati, non farli stare sul letto o sul divano (ricettacoli di batteri e funghi) e, soprattutto, mai, far leccare sulla bocca qualcuno, bambino o adulto che sia.

Gli animali domestici trattati in modo adeguato possono essere un ottimo stimolo per la crescita mentale dei minori, ma bisogna ricordarsi che sono pur sempre animali con le loro esigenze e il loro modo di comportarsi che è ben diverso da quello degli esseri umani… salvo qualche non rara eccezione di mia conoscenza!

UGO PERSICE PISANTI